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D.M. 09/05/2001
25) e planarità (misurata secondo la norma UNI EN 24) definite nel progetto. Inoltre, in assenza di ulteriori specifiche, dovranno essere generalmente assicurati i seguenti requisiti. Resistenza tenuta all'acqua, aria, resistenza al vento, secondo le norme UNI EN 86, 42 e 71; resistenza all'urto corpo molle, misurata secondo la norma UNI 8200; resistenza al fuoco misurata secondo la norma UNI 9723; resistenza al calore per irraggiamento misurata secondo la norma UNI 8328; resistenza all'intrusione, misurata secondo la norma UNI 9569, mediante la specifica di una classe adeguata alla destinazione d'uso; Sicurezza gli eventuali vetri saranno posti ad almeno 40 cm dal pavimento; le porte e i portoni apribili nei due versi saranno trasparenti e dotati di segnaletica visibile secondo la normativa vigente; le porte di accesso allo stabile dovranno essere facilmente manovrabili, con luci nette tali da consentire il facile accesso anche ai disabili: apertura nella direzione di evacuazione, maniglie a leva opportunamente sagomate e luce netta di almeno 75 cm: l'altezza delle maniglie nelle porte d'accesso allo stabile sarà compresa tra 85 e 95 cm; ciascuna anta avrà dimensioni non superiori a 120 cm: l'anta potrà essere mossa con una pressione non superiore a 8 Kg. Componenti finestrati Per componenti finestrati si intendono i serramenti sia interni che esterni, quali finestre, porte finestre e similari. In mancanza di altre specifiche prescrizioni si intende che nel loro insieme (telai, lastre di vetro, eventuali accessori, ecc.) i componenti finestrati dovranno assicurare i seguenti requisiti. Resistenza resistere alle sollecitazioni meccaniche dovute all'azione del vento od agli urti, secondo le norme UNI 9158 ed EN 107; garantire la tenuta all'aria, all'acqua e la resistenza al vento, misurata secondo le norme UNI EN 86, 42 e 77; comportamento al fuoco e resistenza a sollecitazioni gravose dovute ad attività sportive, atti vandalici, là dove necessario; garantire le prestazioni di isolamento termico in rapporto alle verifiche previste dalla L.10/91 e ai contenuti della relazione tecnica di cui al DM 13/12/93 Le prestazioni predette dovranno essere garantite con limitato decadimento nel tempo. Le finestre e i lucernari devono essere progettati in maniera congiunta con le attrezzature per la pulizia ovvero essere dotati di dispositivi che ne consentano la pulizia senza rischi per il personale addetto, ai sensi del D.Lgs. 494/96. Igiene e benessere isolamento acustico, secondo la norma UNI 8204 e DPCM 05.12.97; Assenza di interstizi e fessure non pulibili Inattaccabilità da parte di agenti biologici. Pulibilità con dispositivi e detergenti ordinari (acqua) Schermi Si intendono per schermi le tapparelle, persiane e simili con funzione prevalentemente oscurante. Essi dovranno essere realizzati in modo da assicurare complessivamente i seguenti requisiti. Resistenza resistenza alle sollecitazioni meccaniche quali vento, urti ed agli agenti atmosferici, con mantenimento nel tempo del funzionamento; regolazione e movimentazione con modesti sforzi manuali; Sicurezza Gli schermi esterni dovranno essere regolabili in modo semplice e senza rischi per la salute degli utenti. Essi devono inoltre essere progettati in maniera da consentirne la pulitura senza rischi per il personale addetto, ai sensi del D.Lgs. 494/96.
5. Requisiti ambientali, tecnici e gestionali I seguenti requisiti rappresentano i livelli prestazionali attesi per gli edifici di nuova costruzione, nonché le indicazioni auspicabili per gli interventi di manutenzione, ristrutturazione e recupero, fatta salva la tutela dei caratteri storico
- artistici e la fattibilità tecnico - economica degli interventi.
5.1 Benessere termoigrometrico Prestazioni attese Categorie di attivitàCategoria d'uso E 1.1 Categoria d'uso E 1.3 Rif. normativi DPR 412/93 DPR 412/93 Ambito funzionale AF1, AF4 Connettivo Categoria d'uso E 6 DPR 412/93 AF2, AF3 Categoria d'uso E 2 DPR 412/93 AF5 Temperatura operativa La temperatura operativa .o è la temperatura uniforme dell'aria e delle pareti di un ipotetico ambiente con il quale il corpo umano scambia la medesima potenza termica per radiazione e convenzione scambiata con l'ambiente reale. Misura in °C., per attività = 1,2 MET, 40 = 60, va = 0,15 m/s, Icl = 0,5 ÷1 clo. Condizioni invernali 20 = .o = 24 Condizioni estive 23 = .o = 26 Umidità relativa Il mantenimento di un livello corretto di umidità relativa (Ur) è necessario in tutti gli ambienti dove si permane a lungo, al fine di prevenire manifestazioni patologiche per gli occupanti (con umidità basse) e degrado delle condizioni igieniche degli ambienti (per umidità alte). 30% = Ur = 70% Temperatura superficiale del pavimento A temperatura superficiale .p del pavimento deve essere controllata sia in regime invernale che estivo per evitare situazioni di malessere per gli occupanti che, svolgendo attività sedentaria o moderata, permangono a lungo in un ambiente. Misura in °C, per attività = 1,2 MET, Icl = 0,5 ÷1 clo, calzature di tipo ordinario. Condizioni invernali 19 = .p = 26 Condizioni estive 23 = .p = 26 UNI EN ISO Tutti 7730 UNI EN ISO Tutti 7730 UNI EN ISO AF1 7730 AF2 Misurazioni e-AF5 seguite in conformità alla UNI EN 27726 Differenza verticale di temperatura dell'aria UNI EN ISO AF1 Il gradiente verticale di temperatura ..o,1-1,1 è 7730 AF2 la differenza della temperatura rilevata tra 1,1 Misurazioni e-AF5 Misura in °C, per attività = 1,2 MET, Icl = 0,5 ÷1 clo. Condizioni invernali ed estive . o,1-1,1 = 3 Asimmetria di temperatura piana radiante La temperatura piana radiante .pr è la temperatura ideale di un ambiente isotermo che scambia lo stesso flusso infinitesimo dell'ambiente reale. La asimmetria può essere prodotta da superfici verticali fredde quali i componenti finestrati. Misura in °C, per attività = 1,2 MET, Icl = 0,5 ÷1 clo. Regime invernale .pr= 10 °C Rischio da correnti d'aria Il rischio di correnti d'aria deriva dalla immissione di aria in un ambiente in prossimità di persone in attività sedentaria o moderata con conseguente sensazione di malessere. Il rischio è prevalente in condizioni estive. per attività = 1,2 MET, Icl = 0,5 ÷1 clo. Parametro Draft Risk (%)= 15 seguite in conformità alla UNI EN 27726 UNI EN ISO AF1 7730 AF2 Misurazioni e-AF3 seguite in con-AF5 formità alla UNI EN 27726 Velocità media dell'aria nell'ambiente UNI EN ISO Tutti Come per il rischio di correnti d'aria, la veloci7730 tà dell'aria deve essere controllata per evitare sensazioni di malessere. V= 0,05 - 0,2 m/s Voto medio previsto La sensazione termica dell'uomo è legata soprattutto al bilancio di energia termica sul corpo umano visto nel suo complesso. Tale bilancio è influenzato dall'attività fisica e dall'abbigliamento, oltre che da parametri ambientali quali la temperatura dell'aria la temperatura media radiante, la velocità ed umidità dell'aria. Quando questi parametri sono stati tutti misurati o stimati, si può prevedere la sensazione termica per il corpo nel suo complesso calcolando l'indice PMV - voto medio previsto, come riportato nella norma UNI EN ISO 7730.
-0,5= PMV = + 0,5 AF1 AF2 AF5 Percentuale di insoddisfatti Il parametro PPD rappresenta la percentuale prevista di insoddisfatti: esso fornisce informazioni sul disagio termico, o sul malessere termico, prevedendo la percentuale di persone che sentirebbe troppo caldo o troppo freddo in un certo ambiente. Il PPD può essere ottenuto a partire dal PMV come descritto nella UNI EN ISO 7730, paragrafo 4. La soddisfazione dei requisiti termoigrometrici qui elencati porta a stimare il parametro PPD relativo alla percentuale di utilizzatori insoddisfatti dalle condizioni ambientali. PPD = 10 % UNI EN ISO AF1, AF2, 7730 AF3, AF5 Misurazioni eseguite in conformità alla UNI EN 27726 UNI EN ISO 7730 Misurazioni eseguite in conformità alla UNI EN 27726. Il calcolo delle temperature superficiali delle pareti esterne può essere condotto sul progetto mediante la norma UNI 10350 UNI EN ISO AF1, AF2, 7730 AF3, AF5 Misurazioni eseguite in conformità alla UNI EN 27726
5.2 Benessere respiratorio, olfattivo e qualità dell'aria Prestazioni attese Rif. normativi Ambito funzionale. Portata dell'aria esterna UNI 10339 Il controllo della ventilazione degli spazi confinati è necessario per il mantenimento di ade- vo, nonché per limitare il livello di concentrazione degli inquinanti. A tale fini è necessario assicurare una adeguata portata di rinnovo dell'aria, la sua filtrazione e movimentazione. Portate misurate in l/s = 10-3 m3/s per persona. 11 (10-3 m3/s per persona) AF1, AF3, AF5, Connettivo 6 (10-3 m3/s per persona) AF2, AF4 Qualità dell'aria interna D.P.R. 246/93 L'aria interna all'edificio deve assicurare l'igiene e la salute per gli occupanti mediante il controllo della concentrazione dei gas nocivi, dei metaboliti e delle sostanze volatili organiche. A tal fine occorre prestare attenzione ai contenuti dei materiali utilizzati nella costruzione e negli arredi, accertandosi che le concentrazioni di inquinanti risultino inferiori ai limiti fissati dalle normative vigenti. Formaldeide (1,15 mg/m3 = 1ppm): C.M. n. 57 Tutti 0,1 ppm 22.06.83 Amianto: L 257/92 Tutti assente Anidride carbonica - CO2 (ppm): Tutti 1000 valido con esposizioni per periodi >1 ora Ossidi di Azoto Tutti 50 esposizioni per periodi >1 ora Oltre alle sostanze qui sopra specificate è Tutti importante prevedere una valida areazione delle porzioni interrate di edificio (per limitare la concentrazione di radon), nonché degli ambienti dove vengano posizionate fotocopiatrici e stampanti laser (per limitare la concentra zione di ozono).
5.3 Benessere visivo Prestazioni attese Orientamento, visibilità e rapporti di distanza dagli altri edificiL'orientamento dell'edificio sarà concepito in relazione all'orientamento dell'asse eliotermico, o comunque secondo i seguenti principi:
-massima riduzione del solegiamento estivo,
-utilizzo energetico del soleggiamento invernale. Le distanze dagli edifici prospicienti dovranno garantire la necessaria illuminazione naturale. Gli spazi dove si svolgono attività con elevati tempi di permanenza degli utenti dovranno garantire l'aeroilluminazione naturale. In ogni caso sarà garantita la visibilità dall'interno verso l'esterno e viceversa. Superficie illuminanteLa superficie finestrata dovrà assicurare un fattore medio di luce diurna µ=0,18, misurato nel punto più sfavorevole del locale ad una altezza di 0,9 m dal pavimento. Tale requisito si ritiene soddisfatto, per ambienti di profondità massima di 5 metri, da un rapporto tra superficie finestrata illuminate utile e superficie pavimentata Sf/Sp..1/8. Non viene computata superficie illuminante utile quella posta a quota minore di 0,6 m dal pavimento. Tale requisito si applica agli edifici di nuova Rif. normativi Ambito funzionale. Tutti Tutti AF1, AF5 AF1, AF5 Illuminamento medio di esercizio Il requisito si riferisce all'illuminazione artificiale e definisce il livello minimo di illuminamento E adeguato allo svolgimento delle attività previste. Per i criteri generali di concezione dell'ergonomia della visione ci si riferisca alla norma UNI 10530. La verifica può essere condotta su progetto con metodi analitici od in opera seguendo la norma UNI 10380. E ..300 E ..500 illuminamento puntuale sul piano di lettura o lavoro E ..200 E ..100 Misura in lux, misura su un piano posto a 1 m dal pavimento. Oscuramento Gli spazi destinati ad usi residenziali, a videoproiezioni e simili saranno dotati di schermi di oscuramento totale dalla luce naturale. Le aree funzionali saranno dotate di meccanismi adeguati alla regolazione dell'illuminazione solare esterna mediante sistemi regolabili o fissi, la dove possano insorgere situazioni di malessere causate da irraggiamento diretto.
5.4 Inquinamento elettromagnetico Prestazioni attese Valori limite di induzione magnetica e di campo elettrico La sempre maggiore presenza di apparecchiature elettriche, nonché la diffusione dei sistemi di comunicazione a radiofrequenze, rende necessario il controllo dei livelli di indu- UNI 10380 UNI 10530 AF1, AF2,AF3, AF5 AF1, AF2, AF5 AF3 AF4, connettivo AF1, AF3 AF1, AF2,AF3, AF5 Rif. normativi D.P.C.M. 23.04.92 Ambito funzionale. zione magnetica (misurato in mT) e campo elettrico (misurato in kV/m) nei luoghi di permanenza e negli spazi aperti. induzione magnetica: 0,1 mT campo elettrico: AF1, AF5 5 kV/m induzione magnetica: 1 mT campo elettrico: AF2, AF3, 10 kV/m AF4, Connettivo Distanze minime dagli elettrodottiD.P.C.M. Tutti Si applicano per le nuove edificazioni. 23.04.92 qualunque conduttore di linea a 132 kV: 10 m qualunque conduttore di linea a 220 kV: 18 m qualunque conduttore di linea a 380 kV: 28 m Valori limite per il valore efficace del campo elettrico, magnetico e per la potenza dell'onda piana equivalente Si applicano per le nuove edificazioni: negli interventi sull'esistente si seguiranno le indicazioni della normativa vigente. Frequenza f Valore effi-Valore efficace (MHz) cace di di campo ma campo elet-gnetico H (A/m) trico E (V/m) 0,1 - 3 60 0,2 >3 - 3.000 20 0,05 > 3.000 -40 0,1 30.000
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Beni culturali, Bonifica, Caccia e pesca, Inquinamento,
Risorse idriche, Parchi, Cartografia, Paesaggio, Rifiuti, Zone protette
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Amministrazione, Catasto, Certificazione, Comuni, Concessioni,
Enti locali, Protezione civile, Università
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Agricoltura, Artigianato, Alberghi, Balneazione, Spettacolo, Turismo
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Agricoltura, Artigianato, Alberghi, Balneazione, Spettacolo, Turismo
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Energia, Energie Alternative
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Costruzioni, Edilizia, Strutture, Impianti, Lavori, Materiali, Opere pubbliche,
Appalti, Contabilità, Barriere architettoniche
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Condomini Immobili Locazioni
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Aeroporti, Ferrovie, Ponti, Porti, Strade, Condutture
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Informatica, Innovazione, Telecomunicazioni
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Contratti, Esercizio Tariffa professionale, Lavoro
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Sicurezza, Prevenzione incendi, infortuni, impianti
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Alluvioni, Calamità, Dissesti, Frane, Terremoti
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Norme non incluse nelle categorie precedenti
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